Camera Penale di Lecce “Francesco Salvi”

E’ noto che nei giorni scorsi, presso il Carcere di Lecce, si è verificato un increscioso episodio che ha visto involontari protagonisti il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lecce, Dott. D’Ambrosio, il Cancelliere, un Collega Avvocato ed Agenti di Polizia Penitenziaria, i quali, tutti, sono stati aggrediti da persona nei cui confronti si procedeva per la convalida dell’arresto.

Trattasi di un fatto assolutamente fuori dall’ordinario che costringe tutti gli operatori del settore – Magistrati, Avvocati, Polizia Penitenziaria e Organi Direttivi del Carcere – a riflettere sulle condizioni di sicurezza in cui si opera all’interno delle carceri, compreso quello di Lecce.

Per quanto l’aggressione verificatasi possa ritenersi in astratto inattesa, non possono sottacersi le condizioni in cui si svolge l’udienza di convalida, nella quale, normalmente, si ritiene sufficiente la presenza di un agente collocato a debita distanza rispetto alla postazione dei necessari protagonisti della stessa.

E’ un protocollo che deve necessariamente essere rivisto -soprattutto con riferimento alle udienze di convalida, ove,  fisiologicamente, compaiono indagati rispetto ai quali non si hanno ancora dettagliate conoscenze sulla loro pericolosità, ma il rischio è anche connaturato a tutte le udienze con detenuti che si svolgono nelle stanze dei G.I.P., nelle quali l’arrestato è posto a strettissimo contatto con gli Avvocati- al fine di prevenire e disincentivare atteggiamenti pericolosi e deplorevoli come quello verificatosi in danno del Magistrato e degli altri soggetti interessati.

Le misure di prevenzione attuabili per limitare il rischio aggressione sono prevalentemente di tipo strutturale e di tipo organizzativo, quali, ad esempio, quella di

  1. eliminare, per quanto possibile, oggetti o attrezzature che possono essere utilizzate come corpi contundenti;
  2. mantenere il soggetto in vinculis a debita distanza dal Giudice e dai suoi collaboratori;
  3. assicurare la presenza nel locale in cui si svolge l’adempimento procedimentale di un adeguato numero di Agenti che possano intervenire in caso di necessità, anche in termini di vicinanza fisica all’arrestato.

La Camera Penale Leccese, pertanto, manifesta vicinanza e solidarietà nei confronti del Dott. D’Ambrosio, del Cancelliere, del Collega e di tutti gli involontari protagonisti del menzionato episodio, da condannare con la massima fermezza, con l’auspicio che -a seguito di un necessario e più volte sollecitato intervento legislativo in termini di potenziamento del personale di Polizia Penitenziaria, nonché di una più efficace applicazione delle misure di sicurezza in ogni occasione in cui è richiesto l’intervento dell’Avvocato o del Magistrato- simili evenienze non si ripetano, e che tutti gli operatori del diritto possano esercitare le proprie funzioni serenamente, superando la attuale condizione di precarietà e disagio.

Lecce, 26.11.2018

La Giunta

della Camera Penale di Lecce