La circostanza aggravante dell’ingente quantità di sostanza stupefacente, prevista dall’art. 80, comma 2, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, non è di norma ravvisabile quando la quantità sia inferiore a “2000 volte” il valore massimo in milligrammi (valore-soglia), determinato per ogni sostanza nella tabella allegata al Dm 11 aprile 2006, ferma restando la discrezionale valutazione del giudice di merito, quando tale quantità sia superata (sezioni Unite, 24 maggio 2012, Proc. gen. App. L’Aquila ed altro in proc. B.) (sul punto, in una fattispecie relativa alla sostanza stupefacente hashish, la Corte ha però ritenuto di dover “correggere” la decisione delle sezioni Unite, laddove questa aveva in effetti preso a riferimento il valore-soglia di mg. 1000, e non invece quello di mg. 500, trascurando così di considerare che il Dm 4 agosto 2006, che aveva aumentato da mg. 500 a mg. 1000 il quantitativo massimo detenibile per l’hashish, era stato annullato dal Tar Lazio, sezione III, sentenza 21 marzo 2007 n. 2487).

Cass., III, sent. 28.09.16-14.11.16, n.47978

Stupefacenti – Circostanza aggravante della ingente quantità – Apprezzamento in tema di hashish

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